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L I S A   B O L O G N A N I

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Hello!

E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina: si fanno con gli occhi, con la mente e con il cuore.” - Henry Cartie Bresson-

Un giorno scrissi: “Quando ho in mano la reflex ed osservo qualcosa che voglio immortalare, in quell'istante, tutto il resto svanisce… rimaniamo solamente io e quel momento che è vita, momento che avrebbe luogo una volta sola se non lo fermassi …  è come se perdessi la ragione e scattassi essenzialmente con il cuore…! “.

All'inizio del mio percorso, però, non avrei mai immaginato che la fotografia, ben presto, sarebbe diventata parte di me.

Ora che, volgo lo sguardo verso il passato tutto è più chiaro. All’epoca ( non che io sia così vecchia): quando tutto ancora doveva delinearsi quando, le scelte erano scommesse quando, ancora non sapevo che cosa avrei fatto della mia vita quando, da assistente alla poltrona decisi che avrei voluto essere studentessa universitaria e poi Startupper con un progetto  forse troppo ambizioso per vederlo realizzato,  tutto era diverso.

Fotografavo, sì, ma per passione e per il piacere di farlo; non sapevo nemmeno che il termine fotografare significasse “scrivere con la luce” e come accade per la maggior parte delle persone che possiedono,oggi, una compatta o per i più fortunati una reflex, mi limitavo ad inquadrare e scattare.  La maggior parte delle volte erano buoni scatti ma sempre immagini improvvisate e, pensando che solo a pochi privilegiati fosse concesso svolgere un lavoro che si amasse veramente beh, l’ipotesi, che io potessi fare della  passione il mio lavoro era, ancora remota.

Poi, però, ho capito che non mi volevo accontentare e che era giusto, forse un po’ folle, ma giusto seguire i propri sogni e così feci. Cominciai ben presto a capire che fotografare non significava premere semplicemente un pulsante ma era il risultato delle nostre: esperienze, sacrifici, libri letti, regolette apprese, tentativi andati a vuoto,abnegazioni ed emozioni. Non solo.  La fotografia iniziava a diventare parte di me e quello che non riuscivo ad esprimere con le parole, lo  esprimevo attraverso le immagini. Con il tempo, iniziai a pensare per immagini e anche l’occhio cominciò a diventare più sapiente. Smisi di guardare e iniziai ad osservare laddove gli altri non riuscivano a vedere.

Ma fotografare non si limita solo a questo. Fotografare significa anche muovere emozioni e saper riconoscere in una frazione di secondo l’importanza di un momento o di un evento unico ed irripetibile: ciò che scompare, scompare per sempre e nostro compito è imprimerli per sempre nel tempo.  Ma tutto ciò esige concentrazione ed una buona dose di attenzione ma soprattutto sensibilità per riuscire ad entrare dentro al scena ma in punta di piedi senza sconvolgere l’ordine degli eventi.  

e poi le emozioni, già le emozioni! Perché, quando si ama davvero questo lavoro, allora si deve imparare anche a gestirle. Sì, perché, quando si scatta, non si preme solamente un pulsante ma “si pone sulla stessa linea di mira gli occhi, la mente ed il cuore” - Bresson-

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